Come le scelte alimentari fin dai primi 1.000 giorni influenzano il microbioma, la salute dei denti e il benessere di tuo figlio
Quando si parla di salute orale, spesso pensiamo allo spazzolino, al dentifricio e alle visite dal dentista. Esiste, però, un aspetto fondamentale che entra in gioco molto prima: l’alimentazione.
Ciò che mangiamo e ciò che scegliamo per l’alimentazione dei nostri figli ha, infatti, un impatto diretto e profondo non solo sulla salute della bocca, ma anche, più in generale, sul benessere dell’intero organismo.
Tra le malattie croniche più diffuse nei bambini troviamo la carie dentale, una patologia multifattoriale, mediata dal biofilm e fortemente influenzata dall’alimentazione.
I microrganismi presenti nella placca metabolizzano gli zuccheri introdotti con la dieta, producendo acidi che abbassano il pH della bocca. Quando questi attacchi acidi si ripetono frequentemente e si protraggono nel tempo, lo smalto perde progressivamente minerali e può svilupparsi una lesione cariosa.
Secondo i dati epidemiologici statunitensi, la carie è:
Non si tratta, quindi, soltanto di una questione legata ai batteri: anche le abitudini quotidiane e, in particolare, l’alimentazione e la frequenza con cui vengono consumati gli zuccheri svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della carie.
I primi 1.000 giorni: una finestra di opportunità
L’alimentazione nei primi 1.000 giorni di vita, cioè dal concepimento fino ai due anni, influenza lo sviluppo del bambino molto più di quanto immaginiamo.
Durante questo periodo:
Numerosi studi dimostrano che le esperienze nutrizionali precoci possono modulare l’espressione genica attraverso meccanismi epigenetici. Per questo motivo, tale periodo rappresenta un’importante occasione per costruire, fin dall’inizio, abitudini salutari.
Il microbioma: il nostro alleato invisibile
Il nostro corpo ospita circa 39 trilioni di microrganismi: un numero paragonabile a quello delle cellule che lo compongono.
L’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro organismo viene chiamato microbiota, mentre il termine microbioma comprende anche il loro patrimonio genetico e le funzioni che svolgono.
Il microbioma svolge numerose funzioni fondamentali:

Il microbioma orale è la comunità di microrganismi che colonizza la bocca fin dalle primissime fasi della vita.
Le evidenze attuali suggeriscono che questa colonizzazione avvenga prevalentemente durante e dopo la nascita e che il tipo di parto possa influenzare le prime comunità microbiche con cui il neonato entra in contatto.
Durante il parto vaginale, infatti, prevale l’esposizione ai microrganismi materni vaginali e intestinali, mentre, dopo un parto cesareo, può essere maggiore l’influenza della flora cutanea e ambientale. Queste differenze, tuttavia, non determinano da sole la futura salute orale del bambino.
Anche l’allattamento al seno contribuisce alla maturazione del microbiota, poiché il latte materno contiene microrganismi, immunoglobuline, oligosaccaridi e altre sostanze bioattive che favoriscono lo sviluppo dell’ecosistema microbico e del sistema immunitario.
Con il passare del tempo, il microbioma orale evolve insieme all’introduzione dei cibi solidi, all’eruzione dei denti e all’interazione con l’ambiente. La sua composizione è influenzata da fattori genetici, ambientali e comportamentali, tra cui la dieta, l’igiene orale e l’utilizzo di antibiotici.
Quando si trova in equilibrio, il microbioma orale svolge un importante ruolo protettivo:
Un suo disequilibrio, chiamato disbiosi, può invece favorire l’insorgenza di patologie come carie, gengiviti e parodontiti. Alcune alterazioni del microbioma orale sono state associate anche a patologie sistemiche croniche.
Per questo motivo, l’approccio preventivo alla salute orale non può prescindere da una visione integrata, nella quale nutrizione, microbiologia, igiene e stile di vita collaborano sin dalla nascita.
Alimentazione e salute orale: le buone abitudini

Che cosa favorisce la salute orale?
Per favorire la salute orale è utile organizzare la giornata con pasti e merende regolari, evitando che il bambino mangi continuamente.
Una possibile suddivisione comprende cinque momenti alimentari: colazione, merenda, pranzo, merenda pomeridiana e cena. Non è però il numero esatto dei pasti a proteggere i denti. L’aspetto più importante è ridurre la frequenza delle esposizioni agli zuccheri, lasciando alla saliva il tempo necessario per neutralizzare gli acidi e favorire la remineralizzazione dello smalto.
Sono consigliati:
Anche una corretta masticazione è importante, perché stimola la produzione di saliva, aiutando a neutralizzare gli acidi e a proteggere i denti.
Che cosa è meglio limitare?
La saliva rappresenta il primo alleato dello smalto dentale: contiene calcio, fosfati e proteine che partecipano ai naturali processi di remineralizzazione. Lasciare trascorrere del tempo tra un’assunzione di cibo e l’altra le permette, quindi, di svolgere al meglio la propria funzione protettiva.

In gravidanza: il gusto del bambino nasce prima della nascita

Già durante la gravidanza, il feto può percepire e iniziare a conoscere alcuni sapori attraverso il liquido amniotico, la cui composizione è influenzata anche dall’alimentazione materna.
Le papille gustative si attivano già durante la vita prenatale e queste prime esperienze sensoriali possono contribuire alla formazione delle future preferenze alimentari.
Ecco perché è importante che la mamma segua un’alimentazione varia ed equilibrata: l’esposizione precoce a sapori diversi può favorire, dopo la nascita, una maggiore familiarità con alimenti come la frutta e la verdura.
Anche la salute orale della madre svolge un ruolo fondamentale. I microrganismi orali possono essere condivisi attraverso la saliva, ma la comparsa della carie nel bambino non dipende dalla semplice trasmissione di un singolo batterio: è il risultato dell’interazione tra microbiota, alimentazione, igiene orale, fluoro e altri fattori individuali e familiari.
Prendersi cura della bocca durante la gravidanza significa, quindi, proteggere la salute della mamma e, allo stesso tempo, contribuire alla costruzione di un ambiente familiare favorevole alla prevenzione.
Probiotici e prebiotici: non solo per l’intestino
I probiotici sono microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate e attraverso ceppi specifici, possono apportare benefici alla salute dell’organismo.
Alcuni studi hanno osservato possibili effetti positivi anche in ambito orale, per esempio sulla quantità di determinati batteri salivari, sull’accumulo di placca e sull’infiammazione gengivale. I risultati, tuttavia, non sono ancora sufficienti per considerarli uno strumento autonomo nella prevenzione o nella cura della carie.
I prebiotici sono, invece, sostanze, spesso fibre fermentabili, utilizzate selettivamente da alcuni microrganismi benefici. Possono sostenere l’equilibrio del microbiota, anche se il loro ruolo specifico nella prevenzione delle patologie orali è ancora oggetto di ricerca.
Probiotici e prebiotici, quindi, non sostituiscono un’alimentazione equilibrata, una corretta igiene orale, l’utilizzo del dentifricio al fluoro e i controlli odontoiatrici periodici.
La prevenzione è la chiave di tutto!
Promuovere una corretta educazione alimentare significa fare vera prevenzione, aiutando i bambini a crescere sani, forti e consapevoli.
Non è necessario vietare completamente i dolci o creare un rapporto negativo con il cibo. È molto più importante insegnare ai bambini a consumarli con moderazione, evitando continue esposizioni agli zuccheri durante la giornata.
La salute della bocca e dell’intero organismo si costruisce, quindi, prima ancora della comparsa del primo dentino, a partire dalle abitudini familiari e da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto.

Dott.ssa Ghiatto Sharon
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